Cloud Atlas

TITOLO: Cloud Atlas

AUTORE: David Mitchell

EDITORE: PickWick

GENERE: Fantascienza

TRAMA: Sei racconti, sei storie diverse, intrecciate tra loro come un’unica vita.

Adam Ewing, avvocato di metà ottocento, assiste alle conseguenze del colonialismo, rievoca la caccia all’oro ed esplora l’avidità dell’uomo. Robert Frobisher, compositore vissuto tra le due Guerre, vive una vita tormentata: incapacità di avere vincoli, omosessualità, furti, affermazione di sé. La musica come redenzione, come sublimazione. Luisa Ray, giornalista ai tempi della guerra fredda. La sua è una ricerca verso la verità, verso la giustizia. Si scontra con multinazionali senza scrupoli, disposte a mettere a repentaglio la sicurezza di molti per il guadagno di pochi.

Poi ancora, Tim Cavendish, editore che vive negli anni ’80. Sognatore, superficiale, disincantato. Il suo cinismo si sbatte contro la realtà. Inseguito da mafiosi, tradito dal suo stesso fratello, deve riscoprire il senso della fiducia nel prossimo, il valore delle persone. Sonmi-451, clone della Seul del futuro, combatte contro il pregiudizio, contro una società distopica in cui l’essere umano è solo un consumatore, un bene come tanti. A lei, un clone, spetta dimostrare che esiste un’anima, che non siamo automi, che non ci esauriamo nella materia. Infine Zachry del nido Bailey, pastore. il suo è un mondo agreste, post cataclisma. L’uomo, con la sua tecnologia, si è autodistrutto. La violenza e la legge del più forte sono di nuovo in atto. È la fine. Ma anche l’inizio. L’evoluzione non è piatta, ma ciclica.

Sei vite che si intrecciano attraverso i secoli, dunque, forse attraverso qualcosa in più. Un percorso comune, parallelo e mai sovrapposto. Anime legate, l’una attratta dall’altra. Attraversano la storia recente e futura dell’umanità. Si evolvono, sbagliano, imparano, lottano.

GIUDIZIO: Un libro che parla di evoluzione. L’evoluzione del singolo, ma anche dell’umanità. Probabilmente anche di un’anima, attraverso la reincarnazione. Il tema è solo sfiorato, suggerito, alluso. Mai approfondito. Mitchell non dà risposte, pone interrogativi.

Il suo futuro è un presente portato agli estremi. Il capitalismo nella sua forma più consumistica. La materialità sfrenata, la perdita del senso profondo di essere umano. Il suo passato è crudo, ci mostra che l’uomo non è migliore o peggiore nei secoli, ha solo strumenti diversi per esprimere i propri bisogni: ricchezza, potere, controllo.

Un libro che fa riflettere.

Studiato, ha una forma a conchiglia, la storia di Adam Ewing apre e chiude il libro, nel mezzo le altre storie con una successione simmetrica, a matrioska. La prima parte ricorda Se una notte d’inverno un viaggiatore di Calvino, ma le storie sono poi riprese e chiuse. Non c’è una conclusione netta, le singole storie terminano, i racconti si completano, ma darvi un senso più ampio è un compito che viene lasciato al lettore.

Un libro non banale, senza dover per forza stravolgere le regole. Mitchell dimostra anche una notevole maestria. Ogni storia riflette, nella scrittura, il diverso modo di esprimersi e di pensare dei personaggi. Sei storie, sei stili differenti. Un tentativo riuscito, assolutamente notevole, che mostra anche una maestria non comune nella scrittura moderna.