Se una notte d’inverno un viaggiatore

TITOLO: Se una notte d’inverno un viaggiatore

AUTORE: Italo Calvino

EDITORE: Oscar Mondadori, Einaudi

GENERE: Romanzo

TRAMA: Il Lettore compra il nuovo libro di Italo Calvino: Se una notte d’inverno un viaggiatore. Lo compra e ne legge il primo capitolo, salvo poi accorgersi che c’è un errore nella stampa e non può proseguire la lettura. Si reca in libreria, dove incontra una Lettrice, che ha il suo stesso problema. Insieme si mettono alla ricerca delle pagine perdute.

Ne ricavano invece dieci incipit diversi, dieci inizi di romanzi che non riescono a leggere. Ma la storia principale, pian piano, diventa la loro: quella dei due Lettori.

Il loro piacere di leggere, il loro piacersi, ricercarsi, la cerca, la ricostruzione di cosa può essere accaduto.

La loro e le altre storie si intrecciano, in un continuo lasciare il lettore in sospeso. In attesa di poter chiudere una parentesi che non sembra chiudersi mai. È un libro dell’attesa, del desiderio, della frustrazione. Ma anche dell’amore per la lettura.

Se una notte d’inverno un viaggiatore è un gioco, un esercizio di stile. Ma anche un romanzo intrigante.

GIUDIZIO: Logico, razionale, costruito, cervellotico, rigido, fantasioso, conturbante, intrigante, semplice, geniale. Forse c’è un solo aggettivo che può racchiudere tutto questo e descrivere la scrittura di Calvino. Ma non mi viene in mente.

I suoi libri sono fantasiosi, rompono gli schemi classici, ma al contempo sono logici, schematici, razionali, quasi freddi. Fantasia e ragione. Un connubio strano. Lo stesso che Calvino esprime anche in altri libri, come Palomar. Sembra quasi che abbia dentro di sé un mondo, di altro, di diverso. Ma che al contempo questo mondo sia imbrigliato nella mente razionale. Nella logica. E i suoi scritti riflettono questa dicotomia: osano, ma non volano.

L’idea di un libro dentro un libro, dentro un libro è geniale. Come anche assurgere il lettore a protagonista. Ma se creare due/tre scatole cinesi è assoluto genio, prevedere dieci storie e rendere quella principale progressivamente sempre più inverosimile appesantisce la lettura, rendendo ostica un’opera altrimenti incredibile.

Se una notte di inverno un viaggiatore è comunque un libro da leggere, fosse altro che per l’importanza che riveste nella letteratura italiana: un classico, intramontabile. Una fonte di ispirazione.