Ciccione

TITOLO: Ciccione

AUTORE: Antonio D’Amore

EDITORE: Leonardo Nodari Editore

GENERE: Autobiografia

TRAMA: Antonio D’Amore è un giornalista, editorialista, fondatore di quotidiani e direttore di testate giornalistiche; Antonio D’Amore è anche scrittore. Di se stesso. O meglio, di un romanzo autobiografico. Già, autobiografico, ma non solo. Di un romanzo che parla dell’obesità – sua ovviamente – con aneddoti e autoironia, ma anche con toni più ampi, tendenti all’universale. Il ciccione come persona (non personaggio), con le sue paure, le sue insicurezze. Il ciccione con le sue voglie, il suo appetito. Il libro ripercorre la vita dell’autore seguendo le evoluzioni del suo rapporto con il proprio corpo: da disconoscimento a indifferenza, fino ad accettazione. Apparente. Perché, per l’autore, un ciccione non accetterà mai il proprio corpo, non davvero, non nella propria intimità.

Ecco che Ciccione, quindi, è anche un libro di formazione, per molti versi. Accompagna l’autore dalla sua infanzia fino alla maturità, fino alla paternità, passando per il rapporto con la madre, con le ragazze, con se steso. È un libro che si legge – nonostante la tematica possa apparire impegnata – con il sorriso sulle labbra, che scorre tra le mani di pagina in pagina, di capitolo in capitolo. Un libro piacevole, ma che fa riflettere. Un mix difficile da trovare, ma assolutamente vincente.

 

GIUDIZIO: Ciccione è un libro divertente, graffiante, a tratti ironico. Strano, viste le premesse. Sì, perché Ciccione, allo stesso tempo, è un libro serio, grave, che fa riflettere; un libro sui pregiudizi, certo, ma anche sulle paure, sulle inibizioni. Dell’autore, ma anche di tutti. Che sia l’obesità, la calvizie, la statura o anche solo una ruga di troppo, l’insofferenza verso noi stessi, la difficoltà di riconoscersi nell’immagine che lo specchio ci restituisce, è sentimento di molti, è emozione diffusa. Facile immedesimarsi in questo libro, dunque, facile coglierne il sottotesto malinconico, pungente e vagamente recriminante. Se solo…

Ma Ciccione è anche altro: è autoironia, anzitutto. È gusto del narrare, nel raccontare di sé. È lettura piacevole, pure. Si può leggere sotto l’ombrellone senza problemi, senza che occupi troppo spazio. È un libro piccolo, di poche pagine, non per questo meno intenso. Da apprezzare, da leggere con leggerezza, ma non con disattenzione. È un bel libro, per finire. Un libro da consigliare.