Il ciclo di Lincoln Rhyme

TITOLO: Il ciclo di Lincoln Rhyme

1. Il collezionista di ossa

        2. Lo scheletro che balla

        3. La sedia vota

        4. La scimmia di pietra

        5. L’uomo scomparso

        6. La dodicesima carta

        7. La luna fredda

        8. La finestra rotta

 9. Il filo che brucia

AUTORE: Jeffery Deaver

EDITORE: BUR

GENERE: Thriller

TRAMA: Sono i primi nove libri che raccontano i casi del detective Lincoln Rhyme. Un detective diverso da molti altri, da tutti gli altri, mi verrebbe da dire. Non tanto per le sue doti deduttive al limite della genialità (già viste in grandi personaggi del giallo come Sherlock Holmes e Nero Wolfe), né per il suo carattere scontroso e burbero, quanto perché Lincoln Rhyme è tetraplegico: ovvero immobilizzato in un letto, incapace di alcun movimento dal collo in giù, eccetto che per un solo dito della mano. Personaggio complesso, quindi, anche dal punto di vista psicologico. Cattura gli assassini, è vero, ma per farlo ha bisogno dell’aiuto dei suoi colleghi e allora ecco che molti dei suoi amici sono personaggi ricorrenti, dal rude e un po’ sgualcito tenente Lon Sellitto, al biologo ballerino Mel Cooper, al camaleontico agente di colore dell’FBI Fred Dellray, fino ad arrivare alla rossa mozzafiato e un po’ scavezzacollo Amelia Sachs. Tutti assieme danno la caccia ai cattivi – e che cattivi, di prim’ordine per intelligenza e spietatezza – a colpi di logica, rabbia, esami spettrometrici, travestimenti o adrenalina, ciascuno secondo la propria personalità. Principalmente inseguono killer professionisti, sicari a pagamento o menti criminali geniali, ma tra una indagine e l’altra, questi personaggi inseguono anche se stessi, le proprie paure ed i fantasmi del passato.

GIUDIZIO: Thriller che più thriller non si può: sparatorie, inseguimenti, indagini, intrighi a gogò, esami balistici, delle impronte e delle scene del crimine. Questa serie di romanzi sa come tenere il lettore avvinto senza però scadere nel banale. Ogni indagine ha il suo risvolto sociale: il tema dell’immigrazione, della privacy, della lotta politica o dello sfruttamento energetico. Ma la serietà del contesto non appesantisce mai la lettura, che rimane avvincente e coinvolgente. Lincoln Rhyme e Amelia Sachs – ma anche e soprattutto i “cattivi” – sono personaggi complessi, che lasciano trasparire una fortissima attenzione dell’autore per l’approfondimento psicologico dei personaggi; tanto che a volte sembrano quasi thriller psicologici, anche se l’azione – alla fine – fa sempre la parte del leone. Ma l’attenzione per i risvolti caratteriali, fa sì che i personaggi siano vividi, interessanti, che risuonino empaticamente con il lettore. E, come dicevo, non soltanto i buoni, i protagonisti. Anche i killer, nelle loro deviazioni, nelle loro ossessioni, sono molto umani. Se la caratterizzazione dei personaggi è quindi ottima, non si può certo dire che Deaver difetti nelle trame o nello stile. Le storie sono sempre intriganti, con i colpi di scena sempre in agguato, mentre lo stile è cangiante, direi, muta al mutare del punto di vista. Uno stile logico e spartano quando il focus è su Lincoln, più emotivo e scostante quando il mondo è filtrato da Amelia Sachs. Ci sono poi i capitoli raccontati attraverso gli occhi dei veri protagonisti, i killer. Ognuno ha il suo personalissimo pensiero sulla realtà e la loro voce ne segue il filo logico. Jeffery Deaver è uno scrittore magistrale, nulla da dire. I suoi libri possono piacere o non piacere (a seconda dei gusti e dell’interesse di ciascuno) ma non si può negare che siano scritti bene.