Bianco Natale

Non sono un uomo, sono uno scherzo. E il destino non c’entra proprio nulla. I miei guai hanno un nome e un cognome: i miei!

Non che io abbia colpe, intendiamoci. Io parlo in senso letterale. Mi chiamo Natale Bianco, o Bianco Natale se preferite, come la canzone.

Mi sono sempre chiamato così, come è facile intuire, ma ci sono stati momenti in cui il mio nome mi è pesato più che in altri. Non vi racconto nemmeno, per esempio, come ho passato i tre anni di scuola media. O i momenti imbarazzanti in cui le mie fidanzate realizzavano che Nat Bianco doveva stare per Natale Bianco.

Insomma, non è una cosa facile da accettare, ma ormai pensavo di essermi lasciato tutto alle spalle. Ho ventisette anni, una moglie che adoro e una bambina coccolosa con cui non riesco a passare più di trenta secondi senza che finiamo abbracciati, a strusciarci contro i nasini o a scambiarci baci.

La mia vita è quasi normale, o almeno lo era fino ad oggi. Beh, lo sarà anche domani, immagino, ma oggi no, oggi non può esserlo. E non è solo perché oggi è il 25 dicembre, il giorno del mio onomastico, il giorno in cui il mio nome torna con tutta la sua forza a tormentarmi negli sms scherzosi (per loro!) dei miei amici, ma anche perché mi sono reso conto che questa storia del nome sta davvero mettendo a repentaglio i momenti più belli della mia vita.

‘Vuoi tu, Bianco Natale, prendere in moglie…’ ve lo immaginate il momento? Per poco non si metteva a ridere anche il prete.

Poi stamattina Monica mi sveglia con un bacio e io faccio altrettanto con Carlotta. È tutta eccitata la mia bambina, vuole aprire subito i regali che sono sotto l’albero.

E visto che all’asilo le hanno fatto preparare un pensierino per noi genitori, anch’io sono impaziente. Sono tre giorni che fisso il suo pacchettino verde con trepidazione.

La vedo stringere tra le braccia la nuova bambola di pezza, storcere il naso davanti al vestitino rosa che le ha regalato la nonna e poi fissarmi, in attesa che io scarti il suo, di regali.

Che bello, in quel momento ero davvero felice. Poi l’ho aperto. Un disegno. Ci siamo io e Carlotta, sopra c’è una scritta: Io e Babbo Natale.