Una cosa divertente che non farò mai più

TITOLO: Una cosa divertente che non farò mai più

AUTORE: David Foster Wallace

EDITORE: Minimum Fax

GENERE: Racconto di viaggio

TRAMA: Wallace era stato ingaggiato dalla rivista Harper’s per scrivere un articolo sulle crociere. Ovviamente doveva essere il più realistico possibile, quindi – non badando a spese – gli avevano pure pagato un’intera settimana di vacanza e relax in una di quelle navi extralusso. Parola dopo parola, riga dopo riga, pagina dopo pagina, però, quell’articolo è diventato un reportage ed infine un vero e proprio libro. Non lunghissimo, no. Nemmeno lungo. In tutto 149 pagine, ma scritte larghe, con molte note a piè di pagina dell’autore che sono pure divertenti, ma che all’occorrenza possono essere ignorate senza troppi rimpianti. È un libro che si legge bene, insomma. È il racconto sferzante e fedele (o almeno così ci fa credere l’autore) della sua crociera sui Caraibi. Sette giorni, decine di aneddoti, centinaia di pensieri, riflessioni e argute osservazioni.

GIUDIZIO: Sferzante, umoristico, dissacrante. Il libro di Wallace è una critica intimistica delle crociere extralusso. Nulla da dire, le promesse di divertimenti, opulenza, relax e di ogni altri vizio immaginabile sono assolutamente mantenute dalla vacanza; ma in fondo cosa resta? Una tristezza di fondo, data dalla falsità di ciò che si sta vivendo. I dipendenti della compagnia maltrattati dai superiori, i divertimenti costruiti, il servilismo avvilente. Il pensiero di Wallace è spietato, ma il suo stile è comico, vivace, vibrante. Parla delle sue paure (l’agorafobia su tutte, ma anche una certa dose di paranoia) senza vergogna, con lo stesso crudo realismo, un po’ dissacrante, con cui descrive la vita su una nave extralusso. È una lettura leggera, non troppo impegnativa, ma che comunque offre numerosi spunti di riflessione. Oltre a far sognare fondali azzurri, sole e una fuga dal lavoro quotidiano.