Eragon

TITOLO: Eragon

         Eldest

         Brisingr

         Inheritance

AUTORE: Christopher Paolini

EDITORE: Fabbri Editore

GENERE: Fantasy

TRAMA: Eragon (da cui prende il nome il primo romanzo) altri non è se non un giovane eroe fatto e finito: abile cacciatore, belloccio, ha solo quattordici anni ma impara in fretta, è aitante e ha un cuore tenero, da far invidia ad un orsacchiotto di peluche. Come direbbe Guccini “gli eroi sono tutti giovani e belli” ed Eragon è decisamente un eroe. Il ragazzo, per un puro caso, entra in possesso di un uovo di drago e questo mette in pericolo lui e tutti coloro che gli sono amici. Quando il drago nasce, poi, Eragon è costretto a fuggire. il tiranno Galbatorix, infatti, è l’unico altro Cavaliere dei Draghi ancora in vita e vuole che Eragon si unisca a lui… con le buone o anche con le cattive. Galbotorix, infatti, è un tipetto che non ci va per il sottile, da giovane – per conquistare il potere – ha visto bene di far strage degli altri Cavalieri e non disdegna di allearsi con uno spettro e due mostri chiamati Ra’zac. Se la storia non vi suona del tutto originale sappiate che è normale. Basta cambiare le parole Cavaliere dei Draghi con Jedi e Galbatorix con Darth Vander e il gioco è fatto. Di poco conto il fatto che il mitico Anakin Skywalker non sia re, ma solo il più fido aiutante del perfido imperatore. Il romanzo comunque racconta della fuga di Eragon da re Galbatorix e dai suoi servi e la sua ferrea volontà di disporre liberamente del proprio destino. Il finale, miei cari, è a sorpresa. Come sempre.

GIUDIZIO: La prima volta che l’ho letto mi è piaciuto così e così, la seconda di più, la terza di meno. Il fatto che l’abbia letto tre volte non ne fa il mio libro preferito, anzi, è solo che sono un lettore compulsivo. Fagocito le storie con rapidità famelica, quindi dopo un po’ mi scordo i particolari. Questo mi permette di rileggere le storie con inalterato piacere. In fin dei conti il libro non è male (d’altra parte è diventato un best seller planetario!).  Buono l’intreccio. La storia tiene avvinto il lettore, c’è qualcosa di atavico in ciò che viene narrato. Ma a dirla tutta i personaggi sono statici: semper fidelis, come i carabinieri, ma a se stessi, non all’Arma. Non evolvono, non crescono, se non superficialmente. La storia, come già detto, non è certo originale e riprende tutti i cliché del genere fantasy. Ci sono pure il mentore saggio (interpretato da più personaggi), l’amore eterno, le profezie… insomma non ci si fa mancare nulla. Purtroppo. Nei libri poi è tutto perfetto, grandioso, meraviglioso, strabiliante, incredibile… Insomma, va bene che stiamo leggendo un fantasy, ma qualcuno che non sia gigantesco, fortissimo, instancabile, astutissimo, cattivissimo, bravissimo, generosissimo o rabbiosissimo ci sarà pure in tutta Alagaësia, o no? Pare di no. Ridateci l’uomo medio! Da ultimo va detto che in questa saga Christopher Paolini appare ancora uno scrittore un po’ acerbetto. Ma siccome quando ha scritto il primo libro aveva solo quindici anni… beh, direi che sarebbe stato strano il contrario.